Sosteniamo "Tommy e gli altri": una voce al nostro autismo quotidiano

11/07/2016

 

Tra mamme che si chiudono nelle bolle insieme ai loro figli, gente dello spettacolo che sbandiera vecchie litanie sui vaccini e immagini desolate quanto crudeli che ci colpiscono come pugni in faccia dalle videocamere nascoste in alcuni "centri di residenza", noi genitori di figli autistici sentiamo proprio la necessità che dagli schermi arrivi finalmente qualcosa di diverso, qualcosa che ci racconti in modo semplice e vero, schietto e appassionato, il mondo dell'autismo in Italia. E che venga detto con quello che è uno dei mezzi più efficaci in queste circostanze: un film. Perché sappiamo quanto le immagini, a volte, riescano ad arrivare al cuore e alla mente più di mille parole. Perché vogliamo un racconto vero, che sappia guardarci negli occhi. E che sappia cercare gli occhi anche di coloro per i quali l'autismo è un mondo lontano, quasi irraccontabile. 
Un film in cui riconoscerci, che scalzi il chiacchiericcio interessato o il vaniloquio delirante. Un film da portare come nostra bandiera. E dietro ad essa riunirci tutti quanti, per essere forti, oggi più che mai, vista l'aria che tira tra promesse istituzionali non mantenute e un futuro che si profila sempre più incerto ... e psicotico.
Per questo noi genitori dell'associazione Gaudio abbiamo deciso di sostenere il film "Tommy e gli altri". Abbiamo capito che qui non si tratta solo di Tommy, o del suo papà, ma anche dei nostri figli. E di noi, ombre inseparabili sul loro cammino. Abbiamo bisogno di una voce che dia voce a coloro che non ce l'hanno, a coloro che hanno smesso di usarla perché non sperano più, a coloro che si sono chiusi nel loro dolore silenzioso. Certamente si tratta solo di un film, ma nasce da un'esperienza autentica. Di un genitore, come noi, e di uno strambo ragazzo, come i nostri figli strambi. Per questo abbiamo speranza che possa parlare anche di noi, della nostra vita, del nostro autismo quotidiano. E abbiamo speranza che possa farlo in modo vero, proprio perché è stato scelto il modo più azzardato, ma anche più libero per realizzarlo e finanziarlo: coinvolgendoci tutti, per non attendere il benestare di nessuno.
Convinti di ciò, facciamo appello a tutte le associazioni di genitori a sostenere questo progetto e a dare il loro contributo alla campagna di raccolta fondi.  Un film non salva il mondo, e sicuramente "Tommy e gli altri" non risolverà la situazione dell'autismo in Italia. Ma un film può fotografare la realtà del presente e, proprio oggi in cui si parla tanto del dopo di noi, abbiamo bisogno di sapere da dove stiamo partendo, per capire dove vogliamo arrivare. Per avere chiaro in futuro da dove siamo partiti.
Se anche voi siete convinti di questo, vi chiediamo di condividere questo post.
Uniti vinceremo! Hasta Tommy e ... noi!

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